Diritti riservati all’autore per quanto riguarda l’uso politico dei lavori.

Battere Berlusconi e governare l’Italia per risolvere i problemi del paese. Lo hanno detto in molti. Ciò che non è chiaro è come intendano farlo. Di certo non si può chiedere agli italiani di andare al voto fidandosi delle solite e mai mantenute generiche promesse: “combatteremo la precarietà” (si, ma come), “rilancio dell’economia del paese (si, ma come)”, “miglioramento del sistema giudiziario” (si, ma come), “attueremo un’adeguata riforma del sistema pensionistico” (si, ma come), “sviluppo delle fonti di energia alternative” (si, ma come).

Come dice Luttazzi: “è il come che fa la differenza”.

Ma non credo che lo sappiano, dato che sono impegnati ad occuparsi delle sorti dei partiti politici, piuttosto che sacrificarsi a stare in mezzo alla gente con i loro problemi utilizzando il proprio bagaglio di professionalità, ammesso che ce l’abbiano. Se non conosci il problema come fai a risolverlo?

Ecco una sintesi del vero volto di questi temi:

–         combatteremo la precarietà: call center, precari della pubblica amministrazione, esternalizzati Telecom, Eutelia, Omnianetwork, Fiat di Pomigliano, Numonyx, lavoratori di imprese (vere) in difficoltà sono vittime di un sistema politico che ha avvallato comportamenti scellerati di speculatori di mercato che hanno divorato l’Italia. Un’adeguata politica legislativa avrebbe ridotto notevolmente l’impatto della speculazione sul crollo del sistema economico e dell’occupazione. L’incredibile “svista” nell’art. 2112 c.c. sul trasferimento forzato dei lavoratori ne è un chiaro esempio.

–         rilancio dell’economia del paese: il sistema economico è stato distrutto dalla speculazione finanziaria, specialmente attraverso una indecente non regolamentazione dei sistemi di direzione e di controllo di società collegate. Le Newco, ossia le società controllate da operatori economici che riescono a governare mezzi e persone senza vestire giuridicamente i panni dell’imprenditore/datore di lavoro, rappresentano una delle forme più volgari del degrado politico, sociale e culturale del nostro paese. Strategie da quattro soldi che possono sopravvivere solo in un contesto politico cieco,sordo e corrotto come quello italiano.

–         contrasto alla  riforma del sistema della Giustizia: processi di Berlusconi a parte, il grande problema del sistema giudiziario è la carenza di mezzi e personale interno. Ciò che sembra miracolosamente sfuggire ai politici e ai media è che lo Stato investe nella Giustizia finanziando, attraverso processi di esternalizzazione/precarizzazione, imprese private per lo svolgimento di delicati servizi essenziali per il funzionamento dei tribunali. Si pensi, ad esempio, all’affidamento dell’assistenza informatica degli uffici giudiziari ad un raggruppamento di imprese cui partecipa Telecom Italia, che ancora oggi affronta i problemi di perdita di sicurezza dei dati telefonici per la realizzazione di dossier illegali. Esistono oggettivi rischi di infiltrazione informatica che nemmeno ragioni di carattere economico potrebbero giustificare, considerato che è molto probabile che l’internalizzazione dei servizi costerebbe molto meno.

–         adeguata riforma del sistema pensionistico: non prendiamoci in giro, il precariato di almeno un’intera generazione (me compresa) comporterà inevitabilmente l’insostenibilità dei futuri pensionati da parte delle nuove generazioni di lavoratori. Pensione complementare? Non ci sono i soldi per arrivare a fine mese, figuriamoci per questo tipo di investimento.

–         sviluppo delle fonti di energia alternative: che sia necessario non c’è alcun dubbio, ma il contesto nell’ambito del quale il Ministero dello Sviluppo Economico eroga finanziamenti pubblici per il fotovoltaico in jointventure internazionali (v. caso Numonyx), in cui si utilizzano una serie di trasferimenti di attività per esternalizzare lavoratori, dovrebbe attirare l’attenzione delle “alternative di governo” che si scagliano contro gli scandali finanziari. Se si deve arrivare sempre dopo che il fatto sia accaduto allora non c’è bisogno della politica, basta la magistratura.

 

8 settembre 2010