E’ dovere della politica porre fine a questo scempio: occorrono riforme strutturali e coraggiose pensate nell’ottica dell’interesse collettivo, in grado di ridurre ai minimi termini le distorsioni di mercato che gravano sulle spalle di centinaia di migliaia di lavoratori.
Non è possibile che in un paese civile un lavoratore debba essere ceduto come una qualunque merce di scambio, ed impiegare anni della sua vita dietro vertenze legali per ottenere Giustizia.

Le preoccupazioni manifestate dai lavoratori del ramo “IT Operations”nella lettera pubblicata sul Corriere (per questo i lavoratori hanno dovuto pagare migliaia di euro) e indirizzata a Franco Bernabè sono più che fondate e pienamente condivisibili.

I trasferimenti di ramo d’azienda attuati da Telecom Italia negli ultimi dieci anni hanno generato pesanti risultati negativi per l’azienda e per i lavoratori. Nonostante ciò, la classe dirigente della più grossa società italiana di telecomunicazioni ha deciso di cedere, almeno in apparenza, parte delle attività relative al settore strategico dell’IT alla società controllata SSC.

Per i 2200 lavoratori coinvolti nel trasferimento, la conseguenza più importante è che il datore di lavoro non sarà più Telecom Italia Spa ma la società SSC Srl che, ovviamente, non potrà offrire le garanzie di stabilità occupazionale del cedente, dato che, fra le altre cose, quasi tutte le cessioni effettuate da Telecom Italia sono sfociate in procedure di mobilità e di licenziamenti collettivi.

I lavoratori pongono all’attenzione del dott. Franco Bernabè fatti incontestabili che rendono chiaramente inaccettabile la scelta di “efficientamento dell’organico”.

Si pensi, ad esempio, al pagamento di circa 400 milioni di euro l’anno per l’affitto di immobili che Telecom Italia ha venduto a Pirelli Real Estate. Anche se non ne parla nessuno, la cessione di ramo d’azienda relativa al patrimonio immobiliare di Telecom Italia in favore della Im.Ser. (seguita da altre cessioni “a catena”) è stata dichiarata illegittima dalla Corte d’Appello di Roma (25 maggio 2009, n. 4528), relativamente alla validità della cessione nei confronti dei lavoratori che hanno fatto ricorso in giudizio.

Un altro aspetto importante, che riguarda direttamente la cessione del ramo “IT Operations”, è il bilancio negativo della società cessionaria SSC, che nel 2009 chiude con un bilancio negativo di 3.541.504,00 E di perdita d’esercizio. Riguardo alla valutazione dell’autonomia funzionale della parte di attività oggetto di trasferimento, i lavoratori pongono in risalto il fatto che in SSC non confluiranno le attività di progettazione relative all’IT, con la conseguenza che la sopravvivenza di SSC nel mercato dipende sostanzialmente dalla scelta di Telecom Italia di mantenere le commesse in favore del cessionario.

Tali problematiche risultano ancor più evidenti nei dettagli della cessione.

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http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/dipartimenti/lavoro/2010/06/non-al-silenzio-contro-lesternalizzazione-dei-2200-lavoratori-del-ramo-it-operations-telecom-italia.html

9 giugno 2010

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