Almaviva, è di nuovo emergenza. Manca il supporto politico.

Call Center Almaviva, è di nuovo emergenza.

Mi occupo da anni del fenomeno ed ho anche in più occasioni proposto delle soluzioni ignorate dalla politica e dal sindacato.

Nell’intervista di seguito riportata, pubblicata sul Giornale di Sicilia qualche mese fa, spiego quali sono le reali patologie del settore e le responsabilità di attori economici coinvolti nel business, basato essenzialmente sulla disponibilità di lavoratori “a basso costo”.

Una indagine dettagliata è contenuta nel mio libro “Il ricatto dei mercati”.

Andiamo al dunque. I lavoratori continuano a chiedermi aiuto per affrontare la vertenza, ed io sono e sarò sempre disponibile, come professionista e come cittadina. Non stiamo parlando di numeri, ma di persone, donne, uomini, bambini.

Avendo affrontato il problema a 360°, sia io che i lavoratori ci rendiamo conto che senza un supporto politico le azioni intraprese dai gruppi autorganizzati (al di là di quelle legali che per fortuna dipendono soltanto dalla volontà dei singoli lavoratori) sono deboli e inconcludenti.

Coloro che sono coinvolti nella vicenda hanno difficoltà ad ottenere un supporto politico qualificato e progettato in base alle esigenze dei lavoratori, che ben conoscono la questione e le persone che, come me, potrebbero aiutarli per la professionalità acquisita negli anni.

A questo punto provo a dar voce alle loro istanze.

C’è qualche politico disposto a supportarli nel modo più adeguato possibile, al di là di (quasi) inutili manifestazioni di solidarietà?

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Caporedattore della rivista scientifica di Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente - GIURETA (www.giureta.unipa.it). Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Per tale ragione, preferisco essere definita semplicemente studiosa di diritto ed economia. Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Il mio impegno politico gratuito in difesa dei lavoratori e contro la speculazione è iniziato nel 2008 (parallelamente al corso di dottore di ricerca) e finirà soltanto quando tale piaga sociale sarà eliminata. La ricerca e la conoscenza sono le "armi democratiche" più temute dai tiranni.

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