OGGI COME NEL 2011, LA TROIKA CONQUISTA INDISTURBATA L’ITALIA “DISTRATTA” DALLA CORRUZIONE. IL TRADIMENTO DELLA POLITICA.

La BCE spinge nuovamente per le “riforme”, ossia per commissariare in modo più o meno esplicito i paesi europei disposti a partecipare al QE, ponendo di fatto le basi per una sospensione generalizzata dello Stato Democratico di Diritto, dichiaratamente volta ad indebolire Welfare State e diritti dei lavoratori. Oggi come ieri, la corruzione come potente arma di distrazione di massa.

Chi tiene le redini dell’Italia sa benissimo che per raggiungere certi obiettivi come l’annientamento dello Stato di Diritto e del benessere dei lavoratori è necessario distrarre le masse con questioni politiche non certo prioritarie. E così siamo costretti a subire il teatrino di politici che più o meno consapevolmente assecondano questo sistema.

 Nel mio libro ho riportato diversi esempi, fra cui quello del crollo dell’ultimo governo Berlusconi, il popolo veniva distratto dalle sue vicende politiche personali mentre i “mercati”, indisturbati, ordinavano le “riforme” al bel paese.

Certo, la corruzione – che c’è sempre stata e sempre ci sarà – è un problema da risolvere, nessuno lo nega, ma è chiaro che l’attacco all’esistenza stessa di uno Stato Democratico di Diritto è la principale emergenza del paese, specie se si considera quali sono le immediate conseguenze di una tale deriva politica (annientamento Welfare State, povertà diffusa, lavoratori in ginocchio, …). In fine dei conti, in una nazione in cui si lasciano i “mercati” – ovvero le organizzazioni finanziarie internazionali come MES (TROIKA) e FMI – sostanzialmente liberi di privarci dei più elementari principi democratici, la corruzione non dovrebbe essere un problema (patologico rispetto a cosa?).

Diciamo la verità, soltanto in un paese dove le forze in campo sono drogate dal profitto politico a breve termine può andare a buon fine un simile affronto alla Democrazia. In un momento come questo, concentrare le proprie forze ad attaccare gli avversari colpiti dagli scandali, poi chiedere le dimissioni per andare a elezioni per concorrere ad altre poltrone significa fregarsene dell’Italia. Si è ormai fin troppo consapevoli che in uno Stato eterodiretto il governo di un territorio è pura propaganda. Dal governo Monti in poi non ho mai visto porre in atto una vera resistenza, soltanto una parte della società civile e liberi intellettuali hanno lottato per questo.

 Sostenere di voler difendere il lavoro non attaccando seriamente chi lo sta distruggendo significa essere disonesti, sostenere di voler difendere la Costituzione “coprendo” con un tempismo perfetto i suoi nemici significa essere disonesti, e potrei continuare.

 E’ lo spessore della classe politica che manca, il senso dello Stato, lo spirito di sacrificio, il valore della conoscenza e del merito, il coraggio di rischiare il proprio per il bene collettivo. Almeno la storia, per fortuna, ne terrà conto.

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Caporedattore della rivista scientifica di Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente - GIURETA (www.giureta.unipa.it). Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Per tale ragione, preferisco essere definita semplicemente studiosa di diritto ed economia. Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Il mio impegno politico gratuito in difesa dei lavoratori e contro la speculazione è iniziato nel 2008 (parallelamente al corso di dottore di ricerca) e finirà soltanto quando tale piaga sociale sarà eliminata. La ricerca e la conoscenza sono le "armi democratiche" più temute dai tiranni.

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