Iacona e gli “esternalizzati” Telecom: i politici non sono lo specchio del paese.

Si dice che la classe dirigente italiana sia lo specchio del paese. Probabilmente anche io sarei arrivata alla stessa conclusione se non avessi scelto di lottare in prima linea assieme a coloro che si sono ritrovati a difendere il posto di lavoro contro tutto e tutti.

Mi sembra ieri, eppure sono passati circa otto anni dalla prima volta che entrai in contatto con gli “esternalizzati Telecom”. Avevo appena iniziato il dottorato di ricerca, ed ero in cerca di casi concreti mediante cui sviluppare i miei studi. Il motivo per cui a distanza di 3 anni dalla laurea decisi di ritornare all’Università era proprio quello di comprendere come fosse possibile che i lavoratori venissero trattati come merce di scambio.

Ricordo ancora le prime telefonate con Stefano Torcellan e Teresa Strambelli che, assieme ad altre poche persone, avevano deciso di costituire un’associazione, l’ANLE (Associazione Nazionale Lavoratori Esternalizzati), come principale forma di rappresentanza contro le cessioni in massa di dipendenti attuate da Telecom. Questo ristrettissimo gruppo di lavoratori ha creato una banca dati dal valore inestimabile, contenente i principali documenti (atti di cessione, decine e decine di sentenze contro le esternalizzazioni “forzate” dei lavoratori, ecc.) della più grande piaga sociale della “new economy”.

Stefano e Teresa misero subito a mia disposizione tutto il materiale in loro possesso, e fu così che scrissi il mio primo dossier sul caso Telecom Italia (2008), e più in generale sul fenomeno delle esternalizzazioni. Un lavoro politico e scientifico faticosissimo, il minimo per potere essere presa in considerazione da persone che hanno speso tantissimi anni della propria vita per questa causa, non personale ma collettiva, non in vista di elezioni o di candidature varie ma per evitare che altri subissero ciò che avevano vissuto.

A mia volta, ho poi messo a disposizione di tanti altri lavoratori le competenze acquisite sul campo e sui testi universitari. Soltanto dopo anni di incontri, confronti e studi mi sono resa conto che avevamo attivato un nuovo processo culturale, dove la conoscenza, il bene comune, la solidarietà e il merito prevalgono rispetto a logiche individualiste, a cui tutti rischiamo di tendere se circondati da cattivi esempi.

In quest’ultimo periodo mi sto occupando delle esternalizzazioni bancarie, ed anche in questo caso ho avuto conferma di quanto siano straordinari gli italiani se messi nelle condizioni di potere tirare fuori il meglio di sé. Queste piccole grandi evoluzioni richiedono molti sacrifici, sia per coloro che come me si impegnano a consegnare ai cittadini le “armi della conoscenza”, sia per coloro che vedono messa in discussione la propria stabilità lavorativa.

Per tali ragioni il meglio dell’Italia risulta difficilmente accessibile alla classe politica, abituata a depredare la società civile spacciando per proprie battaglie altrui e risaltandole soltanto in vista delle tante campagne elettorali, in cui le basi per una vera rivoluzione culturale vengono ridotte ad un mero “potenziale” di voti. Nella stragrande maggioranza dei casi i politici tendono ad appropriarsi di meriti che non gli appartengono, e per farlo tentano, forse talvolta anche inconsapevolmente, ad oscurare ed isolare chi si è sacrificato per creare coscienza collettiva. Il degrado culturale insisto in questo modo di intendere la politica spinge la gente a disinteressarsene.

Quindi, chi sostiene che la classe dirigente italiana sia lo specchio del paese, evidentemente non lo conosce. Spetta a coloro che sono chiamati a rappresentarlo di essere all’altezza della situazione.

Una delle più importanti lezioni di vita che ho ricevuto da queste esperienze è il rispetto per il valore del prossimo. Mai, infatti, mi stancherò di risaltare il giusto merito dei compagni di vita che mi hanno consentito di crescere umanamente, ancor prima che professionalmente.

Abbiamo dovuto attendere tantissimi anni prima che qualche bravo giornalista si occupasse della nostra battaglia. Qualche mese fa Riccardo Iacona ha intervistato alcuni di noi per realizzare un servizio sulle esternalizzazioni Telecom Italia. Di seguito il video di anticipazione della puntata su “Il caso Telecom Italia”, che contiene stralci di interviste di Stefano, di Iole Scuderi e del giovane avvocato Ernesto Cirillo. Le altre, forse, troveranno spazio durante la puntata, ma in ogni caso quanto già trasmesso è abbastanza efficace.

Anche Iole, come Stefano e Teresa, è stata esternalizzata da Telecom Italia in favore della società Telepost. Ciascuno di loro ha fatto causa contro la società di telecomunicazioni, Iole è stata meno fortunata degli altri poiché, nonostante si tratti della medesima cessione, il suo ricorso ha avuto esito negativo mentre i ricorrenti delle altre città hanno vinto sino in Cassazione.Lidia_Ernesto

Il video si conclude con la testimonianza di Ernesto, che ho conosciuto nel 2008 in occasione della presentazione del mio dossier e con cui collaboro da circa un anno come consulente per le cause contro le esternalizzazioni. Entrambi siamo impegnati nel diffondere la cultura dei diritti, realizziamo incontri in diverse parti d’Italia e, se le circostanze lo richiedono, aiutiamo i lavoratori a pretendere dal sindacato di essere rappresentati nel migliore dei modi possibili contro chi intende “farli fuori”.

Iacona_Telecom(Clicca nell’immagine per visualizzare il video)

 In quasi un’ora di intervista con Iacona ho avuto modo di esporre, seppur brevemente, le soluzioni politico-legislative contro il cd. gioco delle scatole cinesi che ha distrutto gran parte dell’economia italiana e dei posti di lavoro delle grande aziende.

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Caporedattore della rivista scientifica di Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente - GIURETA (www.giureta.unipa.it). Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Per tale ragione, preferisco essere definita semplicemente studiosa di diritto ed economia. Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Il mio impegno politico gratuito in difesa dei lavoratori e contro la speculazione è iniziato nel 2008 (parallelamente al corso di dottore di ricerca) e finirà soltanto quando tale piaga sociale sarà eliminata. La ricerca e la conoscenza sono le "armi democratiche" più temute dai tiranni.

4 Comments on "Iacona e gli “esternalizzati” Telecom: i politici non sono lo specchio del paese."

  1. Innanzitutto ti rinnovo il mio apprezzamento per il tuo impegno e per i risultati conseguiti.
    Aggiungo solo due delle tante considerazioni che occorre fare dal punto di vista del sistema produttivo.
    Il lavoro si crea e si salvaguarda soprattutto con il buon governo delle aziende.
    Il buon governo non si ottiene solo facendo valere le leggi che contrastano il cattivo governo.
    I lavoratori debbono essere messi in condizione di contribuire al buon governo in tutti i modi possibili, dal coinvolgimento nelle scelte della politica aziendale che privilegi professionalità e produzioni concorrenziali e di qualità (il nostro costo del lavoro non ci consente di competere con produzioni scadenti), alla partecipazione ai consigli di amministrazione con i loro rappresentanti (non sindacali).
    La nostra classe politica deve favorire le aziende migliori che mostrano di essere competitive e non assistere aziende decotte dando loro risorse pubbliche in cambio di potere, consensi e finanziamenti.
    Spero che presto la sinergia fra questi ed altri punti di vista possa produrre soluzioni stabili per l’Italia.

  2. Cristiana Baraghini | 24 gennaio 2014 at 03:43 | Rispondi

    Io sono una di noi.

  3. Cara Lidia, ti voglio ringraziare per le belle parole che hai speso nei miei confronti, è stato gratificante e, credemi, è una emozione rara in questo contesto.
    Sì è vero, ho dedicato molti anni della mia vita e ho in parte soppresso interessi a me più congeniali per dedicarmi alla frustrante vicenda degli esternalizzati Telecom. Come hai giustamente puntualizzato tu, senza nessun’altro interesse specifico se non quello di capire i perversi congegni delle esternalizzazioni, per cercare di “ingripparli” e per poterli successivamente contrastare.
    E’ stata ed è una guerra impari ma, sentivo di non potermi esimere dal combattarla non solo per uno schietto idealismo di fondo ma, e soprattutto, perché ritenevo un dovere abbattere la prevaricazione truffaldina, smascherare i falsi “amici”, evidenziare le ingiustizie pregne di maleodoranti combine prioettate principalmente alla becera rapacità imprenditoriale.
    Certamente la nostra associazione e la nostra “missione” hanno fatto un enorme salto di qualità quando decidesti di unirti a noi nella lotta. Con la tua preparazione e la tua determinazione abbiamo potuto alzare notevolmente l’asticella della contesa ed ora stiamo raccogliendo abbondanti frutti attraverso una strada nuova asfaltata sopra alla stantia ed inneficace routine.
    La nostra sintonia è stata immediata, perchè abbiamo una cosa importante che ci accomuna: L’onestà!
    Un abbraccio
    Stefano

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