Ai lavoratori del call center Accenture Outsourcing di Palermo: massima solidarietà e qualche consiglio

Il 28 dicembre è stato raggiunto l’accordo per la gestione degli esuberi (109 lavoratori) della società Accenture Outsourcing Srl, specializzata nei servizi di Customer Care.

La questione è stata risolta con l’adozione di misure volte a ridurre il numero dei dipendenti coinvolti nella procedura (10 unità).

Si tratta di interventi che ridimensionano i trattamenti economici e normativi di tutti i lavoratori impiegati nella commessa British Telecom. Si prevede il ricorso al contratto di Solidarietà difensivo che si estende ad alcuni lavoratori addetti ad attività trasversali legate anche ad altre commesse svolte presso l’unità produttiva di Palermo.

Questo percorso, secondo l’azienda, è finalizzato a scongiurare il rischio di delocalizzazione delle attività presso il Delivery Center di Accenture di Bucarest, posto alla base della dichiarazione di esuberi orientata a garantire “condizioni di sostenibilità economica del servizio”.

Con tale accordo Accenture Outsourcing si impegna a mantenere l’unità produttiva e le attività ma per un perdiodo di tempo molto limitato, ossia dalla stipulazione dell’accordo al termine presunto del contratto di servizi con il committente, precisamente il 16 giugno.

Si precisa nel documento che il rinnovo della commessa con British Telecom, dal 16 giugno in poi, presupporrà il mantenimento di quanto concordato nel presente accordo.

In generale, si può affermare che non si tratta di un singolo caso, ma di un fenomeno che si sta diffondendo a “macchia d’olio” in tutto il territorio nazionale.

I lavoratori italiani si ritrovano ad essere coinvolti in un “gioco al ribasso” del costo del lavoro imposto di fatto dall’accordo “economico” fra committente e società appaltatrice di servizi, nell’ambito del quale il rischio di delocalizzazioni all’estero è da considerare tutt’al più come una conseguenza “naturale” di precise scelte commerciali. Potrebbe anche darsi, infatti, che la diminuzione del corrispettivo dell’appalto, che giustifica l’abbattimento dei trattamenti economici e normativi dei lavoratori, sia attuata dall’appaltante indipendentemente da effettive contrazioni di mercato, quantomeno non tali da giustificare la dimensione dell’intervento su dei lavoratori che non sono nemmeno suoi dipendenti. Tali dinamiche “destabilizzano” il futuro lavorativo delle persone coinvolte in una specie di competizione internazionale basata sulla riduzione dei diritti dei lavoratori.

Esiste un modo per potere difendere la propria stabilità lavorativa nel lungo periodo facendo leva sulle tutele giuslavoristiche, per quel che ovviamente ci è concesso dall’attuale situazione di crisi dell’economia reale.

Se siete interessati scrivete a li.undiemi@gmail.com

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Ho pubblicato un libro "Il ricatto dei mercati" che contiene una indagine sulla nuova governance economia europera ed internazionale, e sulle trasformazioni del mondo del lavoro nell'era della finanza. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche, di cui l'ultima pubblicata nelle rivista scientifica di diritto del lavoro "Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro" dal titolo "Trasferimento di parte d’azienda, appalti e collegamenti societari: complessità della realtà e nuove sfide interpretative". Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Credo nella ricerca come principale strumento principale di difesa contro derive autoritarie.

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