Cessione tecnici di rete Vodafone: un accordo senza accordi?

Lavoreremo assieme per un progetto contro le esternalizzazioni e le delocalizzazioni…

Il 14 giugno 2011 è stata siglata l’ipotesi di accordo sindacale relativa alla cessione dei 335 tecnici di rete attuata da Vodafone Omnitel NV (d’ora in poi Vodafone) in favore di Ericsson Telecomunicazioni S.p.A. (d’ora in poi Ericsson),

A mio parere, questo accordo non è conveniente per i lavoratori. Sostanzialmente l’accordo si divide in due parti, la prima relativa al mantenimento dei diritti sancito dall’art. 2112 c.c. e la seconda inerente i rapporti commerciali fra Vodafone e Ericsson.

L’art. 2112 prevede che il “cessionario è tenuto ad applicare i trattamenti economici e normativi previsti dai contratti collettivi nazionali, territoriali ed aziendali vigenti alla data del trasferimento, fino alla loro scadenza, salvo che siano sostituiti da altri contratti collettivi applicabili all’impresa del cessionario. L’effetto di sostituzione si produce esclusivamente fra contratti collettivi del medesimo livello“ (comma 3). Quindi, o si applicano i contratti collettivi previsti in Vodafone oppure quelli vigenti in Ericsson. In questo caso si è deciso di optare per il mantenimento dei contratti collettivi aziendali di Vodafone salvo, si badi bene, quanto esplicitamente previsto nell’accordo.

Tenuto conto di ciò, saltano all’occhio alcuni passaggi.

Anzitutto quanto contenuto nel punto 5 e specificatamente nella parte in cui si dispone che “Ericsson provvederà a dare comunicazione ad Enti terzi (a titolo esemplificativo: banche, enti finanziari, assicurazioni) delle obbligazioni assunte dai dipendenti verso di essi per il tramite di Vodafone, onde consentire la prosecuzione del rapporto debitorio per il loro tramite senza soluzione di continuità”. Questo significa che all’atto del passaggio non si garantisce ai lavoratori la prosecuzione dei rapporti di debito instaurati con banche ecc. attraverso Vodafone? E’ possibile che questi Enti terzi decidano di non accettare come tramite Ericsson? Bisogna capire bene quali sono le condizioni contrattuali.

Anche il punto 9 segue la logica dell’incertezza, o quantomeno della poca chiarezza. Si stabilisce che il mantenimento dell’iscrizione al Fondo di Solidarietà interno Omnitel in favore dei dipendenti trasferiti non avverrà in automatico ma, previa modifica dello Statuto, a cura del coordinamento delle RSU e deve essere inoltre ratificata dal Consiglio di Amministrazione del Fondo. In sostanza, sembra proprio che i lavoratori passeranno in Ericsson senza sapere come potranno continuare ad usufruire del Fondo di Solidarietà, per cui è addirittura prevista la modifica dello Statuto (entro luglio 2011) guarda caso dopo il trasferimento del ramo d’azienda (con effetto dal 1° luglio 2011).

Il nodo da sciogliere nei punti 5 e 9 riguarda la non identificabilità delle reali conseguenze del trasferimento all’atto della cessione.

Nella seconda parte dell’accordo questo problema è ancor più evidente. Lasciando stare la solita storiella delle prospettive di mercato e del piano industriale che le aziende possono cambiare a proprio piacimento, si lega la sorte dei contratti di lavoro ad un contratto di appalto di 5 anni (punto 11). Non solo tale previsione è già di per sé sconfortante e costituisce un buon motivo per spingere i lavoratori a far causa per rientrare in Vodafone, ma si intuisce una specie di “ricatto” nel momento in cui si dichiara che la prevenzione del conflitto è la base ed il fondamento della garanzia occupazionale per tutta la durata del contratto. Insomma, ai lavoratori viene tolto un contratto di lavoro concretamente a tempo indeterminato e si lega il loro futuro ad un contratto di soli 5 anni, che a sua volta può anche terminare se il sindacato e/o i lavoratori decidono di contrastare le scelte aziendali. E’ un modo per intimidire i lavoratori che hanno intenzione di agire in giudizio per rientrare in Vodafone, dato che anche questo percorso rientra nello schema del conflitto? Il sindacato non dovrebbe ragionare sul fatto che una simile disposizione possa essere interpretata come condotta antisindacale ex art. 28?

Nel punto 12 Vodafone si impegna a mobilitarsi per la ricerca di un nuovo partner nell’ipotesi in cui si verifichi la risoluzione anticipata del contratto commerciale stipulato con Ericsson. E se non lo trova? E se invece riesce ad individuarlo, come intende affidare i lavoratori non più suoi dipendenti ad un altra società? I tecnici saranno costretti a subire un nuovo trasferimento da Ericsson verso un non meglio definito “partner”?

Queste sono le principali ragioni per cui ritengo che questo sia un accordo senza accordi. I lavoratori hanno il diritto di ottenere spiegazioni e soprattutto garanzie reali ed attuali.

Lidia Undiemi

20 giugno 2011


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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Ho pubblicato un libro "Il ricatto dei mercati" che contiene una indagine sulla nuova governance economia europera ed internazionale, e sulle trasformazioni del mondo del lavoro nell'era della finanza. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche, di cui l'ultima pubblicata nelle rivista scientifica di diritto del lavoro "Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro" dal titolo "Trasferimento di parte d’azienda, appalti e collegamenti societari: complessità della realtà e nuove sfide interpretative". Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Credo nella ricerca come principale strumento principale di difesa contro derive autoritarie.

4 Comments on "Cessione tecnici di rete Vodafone: un accordo senza accordi?"

  1. Come al solito … precisa puntuale e … di parola !! Grazie Lidia … e resta sempre cosi’ … con il cuore tra la gente.

    Fabio

  2. Grazie Lidia, mi permetto di darti del tu perche’ ti sento vicina a noi in questo difficile momento. E continui a impegnarti e a mettere il cuore per la nostra causa come quella di altri lavoratori prima di noi. Accetta questa manifestazione di stima e fiducia e insieme alla mia spero arrivino quelle di molti altri e che questo possa darti forza e porti a contarci e a muoverci dalla base per chiedere un cambiamento fino a far modificare la legge. Come ci hai gia’ detto giustamente senza un movimento della base e senza anche il sacrificio di qualcuno non si e’ mai ottenuto nulla.
    Grazie ancora
    Raffaele

  3. Lidia, il sindacato dice in una lettera che e’ un buon accordo….

    rendiamoci conto … :-((

  4. Alessandro Della Croce | 29 Febbraio 2012 at 22:38 | Rispondi

    Ciao Lidia, sono uno dei 334, ho letto (solo ora, aihmè) il tuo articolo sull’accordo relativo all’esternalizzazione . Vorrei approfittare della tua caparbia competenza per snocciolare un dubbio che mi è sorto ultimamente quando ci è stata comunicata l’intenzione di riorganizzare il ramo fondendolo di fatto con un altro già esistente. Il mio dubbio riguarda il punto 12 dell’accordo, dove recita che in caso di risoluzione anticpata s’impegna a ricollocare coloro che appartengono ancora al ramo originariamente ceduto, ma quando saremo riorganizzati e fusi operativamente con un altro reparto, apparterremo ancora al ramo originariamente ceduto ?
    Manteniamo la garanzia di occupazione per i 5 anni anche in questo caso ?
    (mi rendo conto che è veramente squallido dover fare queste domande con un contratto di lavoro a tempo indeterminato tra le mani, ma ormai mi sono abituato a ragionare da precario)
    Mi puoi dare il tuo parere ?
    In ogni caso grazie per quello che fai.
    Alessandro

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