Il governo Lombardo non ha una politica industriale: nessuna garanzia “governativa” dei posti di lavoro potrà reggere all’impatto della crisi

Siamo a fine anno e il destino di centinaia di migliaia di posti posti di lavoro in Sicilia dipende dalle scelte di un governo che non ha una politica industriale. E’ inutile illudersi: senza uno sviluppo dell’economia reale nemmeno le stabilizzazioni nel pubblico impiego, su cui la politica di Lombardo investe in termini di successo elettorale, reggeranno il colpo di una crisi ancora in continua crescita. A pagare, ovviamente, saranno tutti i lavoratori, stabili, precari e disoccupati nel settore del pubblico impiego e nel settore privato.
L’unica cosa che sembra interessare al nostro governatore è la stabilizzazione dei precari che ruotano attorno ai servizi della pubblica amministrazione. Notizia di oggi, è stata approvata all’unanimità la proroga dei contratti per circa 26000 precari della regione ed è stato avviato allo stesso tempo il processo di stabilizzazione.
Una domanda per Lombardo: qual’è la politica di sviluppo del governo regionale per far fronte alle centinaia di migliaia di precari e disoccupati dei restanti settori pubblici e privati?
A quanto pare esiste, anzi si è nella direzione opposta. Ecco alcuni esempi.
Le risorse finanziarie (50 milioni di euro) per gli ammortizzatori in deroga attribuiti dal ministero del Lavoro (Gazzetta Ufficiale n. 227 del 28 settembre 2010 – decreto n. 53732 del 4 agosto 2010) per il 2010 sono quelli del Fondo Sociale per l’Occupazione e la Formazione, praticamente stiamo raschiando il fondo: quali risposte darà il governo ai cassa integrati in deroga per il 2011 e per gli anni successivi? I cittadini vogliono lavorare, non essere mantenuti dagli ammortizzatori sociali.
Il governo regionale, magari di concerto con il governo nazionale, avrebbe già dovuto pensare ad una seria politica industriale. Purtroppo non è così, basti pensare che nel mese di ottobre la Cisl ha proposto al governo regionale, che ha manifestato la propria apertura, di far diventare la Sicilia polo d’eccellenza call center. I cittadini manifestano contro la crisi e la regione investe in precarietà, così non c’è futuro. Basti considerare che le aziende che dovranno ottenere i vantaggi di questa politica hanno generato in Italia gravissimi problemi occupazionali, mostrando in tal senso di non essere un buon investimento per il paese.

Lidia Undiemi
Responsabile regionale dipartimento Lavoro e Welfare Sicilia – Italia dei Valori

15 dicembre 2010

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Ho pubblicato un libro "Il ricatto dei mercati" che contiene una indagine sulla nuova governance economia europera ed internazionale, e sulle trasformazioni del mondo del lavoro nell'era della finanza. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche, di cui l'ultima pubblicata nelle rivista scientifica di diritto del lavoro "Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro" dal titolo "Trasferimento di parte d’azienda, appalti e collegamenti societari: complessità della realtà e nuove sfide interpretative". Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Credo nella ricerca come principale strumento principale di difesa contro derive autoritarie.

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