Il business della precarietà nel regno del Ministero della (In)Giustizia: la situazione dei verbalizzatori in Italia.

I verbalizzatori operanti presso i tribunali d’Italia, così come i lavoratori precari e disoccupati dell’Assistenza Tecnica Unificata (ATU), sono costretti a subire una condizione di costante precarietà e talvolta perdita definitiva del posto di lavoro, a causa del solito dannoso sistema di appalti costituiti prevalentemente da prestazioni di lavoro, con il rischio che si tratti di veri e propri appalti illeciti di manodopera.

Come già messo in evidenza in alcuni miei scritti sul caso Eutelia, dovrebbe essere proprio la pubblica amministrazione a dare il buon esempio attraverso l’attuazione di buone pratiche idonee a contrastare tali meccanismi, che si traducono, di fatto, in sfruttamento del lavoro.

La soluzione? Semplice, la pubblica amministrazione assume il personale con concorso pubblico mettendo a disposizione pc e macchinette per la stenotipia. In questo modo, la collettività risparmia i soldi pubblici impiegati negli appalti (profitto delle ditte private, costi derivanti dall’attuazione di bandi di gara, ecc.) e non c’è alcun rischio legato al passaggio di informazioni legate a dati giudiziari in favore dei privati.

Perché il Ministero non attua una politica di gestione dell’attività di verbalizzazione orientata a tutelare se stessa, i lavoratori e il sistema giudiziario?

Di seguito il link per leggere la lettera dei lavoratori stanchi del silenzio e dell’indifferenza delle Istituzioni:

http://italiadeivalori.antoniodipietro.com/dipartimenti/lavoro/2010/07/il-business-della-precarieta-nel-regno-del-ministero-della-ingiustizia-la-situazione-dei-verbalizzat.html

8 luglio 2010

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About the Author

Lidia Undiemi
Esperta in materia di tutela dei lavoratori nelle trasformazioni di impresa. Dottore di ricerca in Diritto dell'Economia, dei Trasporti e dell'Ambiente. Titolo conseguito presso l'Università degli Studi di Palermo nell'aprile del 2010. Attualmente non ho alcun incarico all'Università di Palermo, continuo comunque ad impegnare gran parte del mio tempo in studi giuridici ed economici. Ho pubblicato un libro "Il ricatto dei mercati" che contiene una indagine sulla nuova governance economia europera ed internazionale, e sulle trasformazioni del mondo del lavoro nell'era della finanza. Sono autrice di pubblicazioni scientifiche, di cui l'ultima pubblicata nelle rivista scientifica di diritto del lavoro "Variazioni su Temi di Diritto del Lavoro" dal titolo "Trasferimento di parte d’azienda, appalti e collegamenti societari: complessità della realtà e nuove sfide interpretative". Ho realizzato un progetto scientifico e politico contro la crisi dell'economia reale e dei posti di lavoro causata dalla speculazione finanziaria. Credo nella ricerca come principale strumento principale di difesa contro derive autoritarie.

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